WONDERFUL DAYS

REGIA: Kim Moon Saeng
SCENEGGIATURA: Kim Moon Saeng,
Jun Young Park


A cura di Claudia Scopino

KOREA FILM FESTIVAL 05’ REPORT: LA FORZA DELL’IMMAGINE

Anno 2142. Tutte le risorse naturali sono esaurite, e l’inquinamento è adesso usato come energia per sopravvivere. Gli abitanti di Ecoban progettano di distruggere il mondo al di là della loro città galleggiante, per assicurarsi tutta l’energia disponibile, scontrandosi però con i superstiti di Marr. Una guerra è in arrivo, e tra loro si fa strada Shua, esiliato da Ecoban quand’era ancora un bambino, che ritrova dopo tanti anni il suo perduto amore, Jay, adesso sua nemica.
E’ questa la semplice storia di Wonderful Days, spettacolare film d’animazione del 2003 che rappresenta un grande salto in avanti per l’industria cinematografica coreana: costato oltre 10 milioni di dollari, il film unisce diverse tecniche d’animazione, dal 2D utilizzato per i personaggi al 3D utilizzato per i fondali e si può considerare come un vero e proprio kolossal animato.
Aperto da un’impressionante sequenza d’azione, Wonderful Days convince pienamente fin dalla prima inquadratura: l’imponenza scenica è senza dubbio sbalorditiva, Kim Moon-saeng s’immerge nei fondali del mondo distrutto e inquinato della sua storia, valorizza gli scenari con incredibili carrellate e panoramiche, tant’è che sembra di assistere ad un grandioso action movie. Poi scorrono i titoli di testa, e si avverte il tocco d’autore del regista, che nel corso del film inserisce spesso sequenze di viaggi in moto, ogni volta con significati diversi ma sempre sottolineati da una dolce ed emozionante colonna sonora che diverrà poi protagonista del commovente finale. I personaggi sono caratterizzati con pochi elementi fisici ed emotivi, ma ampiamente sufficienti, e la storia è ben raccontata, soprattutto nella prima parte. Basta vedere come viene mostrato il rapporto tra Shua e Jay per capire la maestria di Moon-saeng: sono pochissime le scene a loro dedicate, spesso con l’utilizzo di pochissime battute, ma per il regista è sufficiente uno sguardo, una parola o un abbraccio (e quindi celebra semplicemente la potenza dell’Immagine) per descrivere con forza ed intensità il legame che unisce le due anime gemelle divise dalle avversità. E’ la regia il punto di forza di Wonderful Days e non si può non rimanerne affascinati: Moon-saeng sa muovere la macchina da presa con costante bravura, evidenziando i dettagli, esaltando gli scenari, tra carrellate e trasfocature come un film recitato da attori in carne e ossa. Utilizza tutti gli strumenti in suo potere, dilata il tempo e si muove all’interno dello spazio con le qualità dei grandi registi, attraversa la realtà e unisce i momenti di visionarietà ai ricordi dei personaggi, che hanno così duplice valenza: raccontano i sentimenti dei personaggi e intanto rappresentano dei flashback che spiegano il loro passato. E’ per questo che Wonderful Days ci ha convinti in pieno, perché oltrepassa i limiti tradizionali dell’animazione, diventa un potente spettacolo fantascientifico, non esente da difetti (una storia non pienamente originale, una certa confusione di gestione narrativa nel finale) ma dotato di così tante qualità visive che non possiamo non augurarci di vedere presto altri film d’animazione equamente spettacolari.

(19/04/05)