


63° MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA –
REPORT DI CHIUSURA
A cura di Pierre Hombrebueno
Saprà pure di fottuta
malinconia, chiudere (in)definitivamente i nostri report dalla Mostra del
Cinema di Venezia anno 2006. Ma c’è appunto quell’”in”
tra parentesi, sovrimpressione, legato ad un ritorno necessario. Si, sonderemo
ancora i terreni dell’ultima Mostra del Cinema, le sue ombre eclettiche
rifletteranno ancora tra le nostre pagine, con le sue opere in fondo ancora da
scoprire. Noi (vi) abbiamo dato una panoramica dall’alto, una sorta di
mappa concettuale che entro breve (si spera) travolgeranno anche gli schermi
meno elitari del lido. Parliamo del nuovo Capolavoro (Immenso) di David Lynch. Dell’ incaptabile (ma
così perforante) Leone D’Oro Still
Life. Del buco nero di Weerasethakul.
Dei record post-modernistici targati Aronofsky
et Cuaròn. Ma anche di Film per così
dire minori, come l’ultimo di Ethan
Hawke, l’infamoso Douglas
McWrath, e tanto ancora.
Noi, la nostra l’abbiamo detta. Ora tocca a voi dirci la vostra, al
momento opportuno. Ci direte se eravamo semplicemente flashati e fatti di
acido, o se davvero qualcosa nel Cinema sta rinascendo sempre di più, quella
bellezza stordente e per questa imprendibile nella sua totalità, la Grande Arte
che riesce a ritrovarsi e riconciliarsi passando per le sue stesse ceneri.
Bisognerà appunto Festeggiare, ed ecco Roma, quella tanta attesa (e pure
temuta) Festa del Cinema che aprirà i battenti tra qualche giorno. Noi di
Positif, come sempre, presenzieremo.
Da Venezia rimarranno vivi i Film. Quelle
immagini ormai iniettati nel nostro data-base mentale e percettivo che ci ha
permesso di riscoprirci ed esplorare ancora più a fondo la nostra incolmabile
Cinefilia. Puro attacco di pulsioni tra le nostre vene, scavanti e scavati
nella e per la memoria.
Da Venezia rimarrà l’entusiasmo. La gioia (e pure l’odio) di
convivere tutti insieme sotto lo stesso tetto, senza dormire praticamente mai,
perché in occasioni simili il bombardamento visivo sonda ultra-terreni, e sarebbe
un peccato utilizzare il proprio tempo per dormire invece di ragionare e
riflettere sulle immagini subite in giornata. Because the night belongs to
lovers.
Da Venezia rimarrà il rammarico di non
aver scritto niente su determinati film, ma giuro che abbiamo fatto quanto
possibile con le nostre forza e (in)lucidità.
Da Venezia rimarrà il fantasmagorico Enrico
Ghezzi, che si è sparato tutte le pellicole in proiezione con gli occhiali
da sole, pura sperimentazione concettuale del rendere ancora più noir il buio.
Da Venezia rimarranno le (impossibili ed intricate al limite del trip)
osservazioni para-psico-peda-meta-linguistico-immaginifico-robotico-disumane
del nostro Davide Ticchi
all’uscita da Weerasethakul.
Da Venezia rimarranno le lacrime del nostro Alessandro
Tavola dopo aver visionato la morte in diretta di uno dei suoi registi
preferiti: Oliver Stone. (Ma a dire
il vero, in quel momento, il sottoscritto provò una certa sensazione di goduria
sadica)
Da Venezia rimarrà lo storico dibattito (il grande) Giuseppe Mariani Vs. Il resto dei Positivisti, tra buon vino -
bestemmie - e parolacce manco fosse un episodio dell’Ispettore Callaghan.
Argomento: Children of men di Alfonso Cuaròn.
Come si dice in questi casi: Au revoir, les enfants!
RIEPILOGO DI TUTTI GLI ARTICOLI SU
VENEZIA 06’:
-
PRIMO COMMENTO
SUL PROGRAMMA
VISIONI
CRITICHE VENEZIANE – IN CONCORSO
-
BLACK DAHLIA di BRIAN DE PALMA
-
CHILDREN OF MEN di ALFONSO
CUARON
-
THE FOUNTAIN di DARREN
ARONOFSKY
-
I DON’T WANT
TO SLEEP ALONE di TSAI MING LIANG
-
HOLLYWOODLAND di ALLEN
COULTER
-
NUE PROPRIETE’ di
JOACHIM LAFOSSE
-
NUOVO MONDO di EMANUELE
CRIALESE
-
QUEEN (THE) di STEPHEN FREARS
-
QUEI LORO INCONTRI di STRAUB-HUILLET
-
SYNDROMES & A
CENTURY di APICHATPONG WEERASETHAKUL
-
STELLA CHE NON C’E’ di GIANNI AMELIO
VISIONI
CRITICHE VENEZIANE – TUTTE LE ALTRE SEZIONI
-
BELLE TOUJOURS di MANUEL DE
OLIVEIRA
-
HOTTEST STATE (THE) di
ETHAN HAWKE
-
INLAND EMPIRE di DAVID LYNCH
-
LETTERE DAL SAHARA di VITTORIO DE SETA
-
PRESSENTIMENT (LE) di JEAN
PIERRE DAROUSSIN
-
WHEN LEVEES BROKE di
SPIKE LEE
-
WORLD TRADE CENTER di
OLIVER STONE
(08/10/06)