


L'UOMO PERFETTO
REGIA: Luca Lucini
CAST: Francesca Inaudi, Riccardo Scamarcio,
Gabriella Pession
SCENEGGIATURA: Marco Ponti
A cura di Gianluigi Perrone
QUASI PERFETTO.. (per una 13enne)
Alla sua seconda prova registica, Luca Lucini rimane sullo stesso registro di Tre Metri Sopra il
Cielo, con questa commedia sentimentale che più leggera non si può. La
sceneggiatura di Marco Ponti (già regista dell’interessante Santa Maradona) è un riadattamento dello spagnolo “Cha Cha Cha” in una Milano decisamente più spensierata del normale. E’ abbastanza
sorprendente che il film sia un remake, dato che la
trama è talmente lineare da poter essere ideata in meno di 10 minuti.
Lucia è una giovane pubblicitaria innamorata sin dall’infanzia di Paolo
che però è fidanzato con Maria. Appreso del loro
imminente matrimonio, Lucia decide di assoldare un giovane attore di belle
speranze, Antonio, per sedurre Maria e mandare in
malora il matrimonio.
Tralasciando che una che fa una cosa del genere sarebbe una pazza furiosa e non
una sensibile donna dalle mille capacità come Lucia, interpretata da Francesca Inaudi (protagonista di Dopo Mezzanotte), L’Uomo
Perfetto ha come peggior difetto una eccessiva
linearità negli avvenimenti tanto da risultare troppo scontato e banale, per
non parlare del politically correct
ad ogni costo. Il senso di Deja vu è forte e, nonostante
la simpatia dei personaggi e la notevole capacità degli interpreti,le sorti della pellicola non si risollevano e rimane spazio
solo per molti sbadigli.
Che Lucini venga dal mondo della pubblicità
è evidente,tanto che la struttura e il tipo di riprese sono decisamente
televisive, volutamente ricollegabili alle tanto decantate fiction, parola
ormai che ci perseguita anche al cinema. Non facciamo fatica a pensare che la
resa visiva e i contenuti abbastanza modesti del film siano stati una scelta
voluta, messi in atto per raccogliere un pubblico adolescenziale o comunque molto disimpegnato; ciò non vuol dire però che si
debba stare a tutti i costi attaccati a una serie di fastidiosi stereotipi che
spersonalizzano il lavoro registico e penalizzano le
pur buonissime capacità degli interpreti. Ponendosi in maniera positiva di fronte a questo film, non si può che rimanere
delusi dalla sua evidente piattezza. L’Uomo Perfetto non ha un sussulto, un
volo pindarico, un minimo elemento che possa esulare
da quella che sarebbe il soggetto di una puntata qualsiasi di Un Medico in
Famiglia (tanto per citarne uno). Eppure sarebbe bastato un po’ più di
sano umorismo critico per dare un’impronta al film, senza risultare così scontati. Questa riflessione su come debba essere l’uomo ideale e la coppia felice al
giorno d’oggi va a cozzare bruscamente con tutta una serie di
contraddizione volute solo per rendere i personaggi quanto più banali
possibile, che hanno tutte le scontatissime abitudini e i modi da pseudo-alternativi di città, talmente diffuse ormai da
diventare macchiettistici, e i loro caratteri così
positivi da renderli odiosi, nonostante l’impegno degli interpreti.
Bravi tutti gli attori, sicuramente. Oltre alla Inaudi, decenti le controparti Gabriella Pession e Giampaolo Morelli, anche loro per lo più venuti
dal piccolo schermo, e il protagonista Riccardo Scamarcio
che ruba la scena un po’ a tutti con la sua presenza magnetica e che, già
in Tre Metri e La Meglio Gioventù e con la prossima partecipazione a Romanzo
Criminale di Placido,si candida a nuova prossima sensazione del panorama
cinematografico italiano.
L’Uomo Perfetto, comunque, avrà successo perché
risponde ai requisiti dello spettatore medio di oggi e la Warner
lo supporterà con una buona campagna pubblicitaria, ma per Lucini
ci rimane l’amaro in bocca di una prova impersonale e annoiante.
(06/05/05)