TEAM AMERICA: WORLD POLICE

REGIA: Trey Parker, Matt Stone
SCENEGGIATURA: Trey Parker, Matt Stone, Pam Brady


A cura di Luca Lombardini

IL GRAN BURATTINAIO E LE SUE MARIONETTE

Prima o poi doveva accadere, ed infatti, eccoli di nuovo sul grande schermo. I due ragazzacci di South Park, Trey Parker e Matt Stone, dopo aver prestato la loro arte all’amico Michael Moore per il suo Bowling a Colombine, ci riprovano con il rutilante mondo della settima arte, decisi come non mai a dirci la loro sul delicato tema della guerra al terrorismo. Questa volta però, anziché riprodurre i tratti somatici delle loro animazioni irriverenti, hanno deciso di dare libero sfogo alla loro immaginazione, creando una squadra di super marionette militari, dalla battuta velenosa e dalla pistola pronta. Team America è un film d’animazione pungente, sorretto da dialoghi cariche della giusta dose di vetriolo, visivamente crudo, e talmente diverso dallo standard digitale che i più audaci potrebbero leggerlo anche come opera sperimentale. Le numerose citazioni cinematografiche e televisive, che svariano da Indiana Jones a Guerre Stellari passando per i Thunderbirds, e i numerosi momenti splatter, a metà strada tra Sam Raimi e Lucio Fulci, non fanno altro che alleggerire, rendendola almeno adolescenzialmente divertente, la durata di una fin troppo lunga pellicola. Quello che non va nel film della coppia Parker-Stone, è il sottotesto politico che sembra messo lì soltanto perché va di moda e fa molto artista impegnato. Le freddure di Team America sono superficiali e fini a se stesse, e sono le cause principali del visibile appesantimento della narrazione che si verifica puntualmente proprio quando i due registi tentano di virare sulla satira politica. Inoltre se si guarda il film in maniera un po’ distaccata, ci si accorge che Parker e Stone sparano a raffica su tutto quello che reputano degno di essere bersagliato: guerra, celebrità, cervelloni dell’ultima generazione, James Bond, senza mai aggiustare la mira, limitandosi a colpire nel mucchio, non uccidendo nessuno, ma provocando al massimo qualche ferita di striscio. Alla fine ad essere ridicolizzati sono i soliti terroristi islamici, che hanno ormai sostituito (e questo film non fa altro che provarlo per l’ennesima volta) lo spauracchio comunista nella mentalità dell’americano medio. Qualcuno potrà tranquillamente affermare che i due bad boys, nella loro caccia allo stereotipo, non risparmiano neanche le forze militari statunitensi e le patriottiche fobie a stelle e strisce, “parodizzandosenza pietà tutti i luoghi comuni dei film d’azione “alla Bruckheimer”. Ma anche in questo caso la sostanza non cambia: i due registi non affondano mai il colpo, prendendo in giro tutti senza offendere veramente mai nessuno, il film sembra sempre alla ricerca dell’originalità ad ogni costo, ma più passano i minuti, più le battute delle marionette e le situazioni paradossali non fanno altro che aumentare il sospetto che ci si trovi davanti ad un remake animato di un film di Mel Brooks o dei fratelli Zucker. Anche i momenti più trash e volgari (vero marchio di fabbrica del diabolico duo) puzzano di posticcio e sembrano aggiunti a lavorazione in corso, tanto per accontentare i fan più esigenti di South Park. Ecco quindi che anche la prolungata scena di sesso tra le due marionette, o la pozzanghera di vomito provocata dalla sbronza dell’attore-soldato Gary Johnston, appaiono stanche e buttate lì perché ci devono essere, altrimenti…… chi guarda South Park non viene al cinema. Il cinema non è la televisione, e un siparietto di venti minuti, per quanto divertente possa essere, sulla lunga distanza può soltanto stancare, e il flop di South Park- Il film, That’s My Bush! non fa altro che confermare questo ragionamento. I fan del trash lo ameranno (sono pronto a scommettere che tra 10-15 anni Team America sarà un cult assoluto), ma tutti gli altri, prima di acquistare il biglietto, è meglio che rispondano a questa domanda: “Resistereste ad un’ora e mezza di Luca&Paolo che ripetono all’infinito le avventure degli amiconi Bush e Bin Laden in dialetto genovese?”

(15/05/05)