


ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
REGIA: Joe Wright
CAST: Keira Knightley, Matthew Macfayden, Brenda Blethyn
SCENEGGIATURA: Deborah Moggach
ANNO: 2005
A cura di Giuseppe Mariani
ROMANTICISMO IN JEANS
Il celebre romanzo della
scrittrice britannica Jane Austen
vantava - dato il soggetto sentimental-popolare -, numerosi adattamenti
televisivi, e, insolitamente, un'unica traduzione cinematografica diretta nel 1940
da Robert Z. Leonard, con Laurence Oliver
nel ruolo del “bel tenebroso” Mr. Fitzwilliam Darcy.
Dopo 65 anni, Joe Wright - autore di
“corti” e telefilm, vincitore di premi vari per miniserie
televisive -, esordisce nel lungometraggio ripresentando la romantica fabula
austeniana, con esiti che fanno rimpiangere senza posa il sontuoso, arguto,
intelligente e ben caratterizzato/interpretato mix di melodramma e commedia -
un po’ vecchia maniera, ma che messinscena! - dell’età d’oro
hollywoodiana. Non occorre tuttavia paragonare le due pellicole per rendersi
conto dell’intrinseca futilità di questo feuilleton realizzato nel Regno
Unito, in arrivo presso le sale del Bel Paese. In Orgoglio e Pregiudizio di Joe
Wright si narrano le vicende di due giovani ricchi e di buona famiglia che,
giunti in una contrada rurale dell’Inghilterra di fine settecento,
provocano scompiglio fra le fanciulle del villaggio, soprattutto nella modesta
famiglia dell’ansiosa signora Bennet, la quale ha ben cinque belle figlie
da maritare, possibilmente al miglior offerente. Tra feste, balli,
innamoramenti, inganni, umiliazioni, “orgogli e pregiudizi”,
malintesi, slanci di generosità, fughe e ritorni.., in ultimo trionferà
l’amore. Con una messinscena da fiction televisiva di gran lusso, che
enfatizza oltre misura, e limitatamente a quelli, i toni romantici e
sentimentali del già di per se robustamente “ottocentesco” testo
letterario, il film finisce per svilirne i contenuti più sfumati e salienti
(tradendo dunque lo spirito del romanzo, concesse le legittime, inevitabili
libertà narrative che il cinema si prende per riadattare al suo il linguaggio
della scrittura), quali la minuziosa descrizione dei luoghi, del contesto
storico, socio-culturale, l’approfondimento delle psicologie e degli stati
d’animo. Tutto questo resta in superficie, appena accennato, in una
pellicola che punta allo spettacolo leggero e che verosimilmente incontrerà i
favori di un pubblico affezionato al cinema sentimentalista e dalla lacrima
facile. Eccezione fatta per il sempreverde, bravo e misurato Donald Sutherland, in coppia (Mr. and
Mrs. Bennet) con Brenda Blethyn
(encomiabile in L' Erba di Grace e Segreti e Bugie), il resto del cast, soprattutto quello maschile, recita
sopra e sotto le righe, in ruoli affatto stereotipati ed anemici, caricaturali
alla stessa stregua dei dialoghi che scadono nel ridicolo durante i siparietti
in odore di colta riflessione “filosofica”. Alla legnosa ed
impacciata interpretazione di Matthew
Macfadyen, nei panni di Mr. Darcy, corrisponde quella apparentemente più
disinvolta di Elizabeth/Keira Knightley,
la quale, per di più ed in eccesso, sciorina tutto un repertorio di smorfiette
e mossette da commediola trendy americana per teen ager. Si è ben lontani dal
portamento aggraziato ed insieme rigoroso del secolo diciottesimo: le fanciulle
si muovono come se indossassero ancora un ruvido paio di jeans. Non mancano gli
ingredienti per rendere il girato bello da vedersi, ma gli scenari da favola
romantica, le sequenze di feste danzanti in lussuose dimore, la musica da
“foglio d’album” ottocentesco, le calde tonalità di una
fotografia banalmente naturalista, il tutto, pur nella suadente ed
affabulatoria magniloquenza della messinscena, tradisce la sua natura
manierata, un deciso tratto di oleografismo patinato che, dopo ben 128 minuti
di proiezione, finiamo per dimenticare non appena abbandonata la sala.
(02/02/06)