POSITIF: UN SITO DI CINEMA ET AFFINI
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ULTIMI AGGIORNAMENTI VISIONE: INVICTUS. L’INVINCIBILE
di CLINT EASTWOOD - Con buona pace
della critica più idiota, Invictus
si rivela ancora una volta totale, pezzo imprescindibile di un puzzle sempre
più bello e completo, umano. Se Eastwood
è diventato un nuovo Gesù Cristo, i 3 giorni sono passati e ora è tempo di
resurrezione. FOCUS: IN THE MOOD
FOR HONG KONG – INTRO ALLA NEW WAVE 1° PARTE - Ebbene:
cos’è stata allora la New Wave del cinema hongkongese? Rivoluzione?
Cesura? Semina per tempi migliori? La risposta (facile, poco impegnativa) è:
tutto questo e forse no; di sicuro, la New Wave è stata Altro. Altro dal Cinema
che era. EDITORIALE:
IN THE MOOD FOR HONG KONG - Rispetto a due decenni fa, sicuramente
oggi abbiamo in mano più armi per meglio inquadrare ed analizzare il Cinema
di Hong Kong, complice il proliferare di negozi d’importazione online
che ha fatto entrare nella nostra redazione gli oggetti di studio in
questione (i dvd). VISIONE:
AMABILI RESTI di PETER JACKSON – Favola nera, Lovely
Bones si presenta come sorella gemella del matricida Creature del
Cielo, oltre che rivisitazione drammatica della fiaba di Cappuccetto
Rosso, con tanto di giovani vittime imprigionate nella tana del lupo
divenuto seriale. Una lezione di classe e sensibilità. VISIONE:
LA BOCCA DEL LUPO di PIETRO MARCELLO - Vincitore al
Torino Film Festival, La Bocca del Lupo si prende i complimenti
di rito che si devono ai vincitori, ma ci lascia con un po’
d’amaro in bocca. Non manca la suggestione, ma l’opera di
cucitura e integrazione, come se l’insieme valesse meno delle parti che
lo compongono. VISIONE:
AN EDUCATION di LONE SCHERFIG - Un film abbozzato
incompleto incompiuto insapore. Aprire più porte possibili senza riuscire a
chiuderne una senza cadere in qualche involontario sapore moralistico che sa
di improvvisato di superficiale di banale e persino retorico. Regia al grado
zero e story-telling vuoto. VISIONE:
A SINGLE MAN di TOM FORD - All’innaturale,
divinizzata perfezione dei corpi fa da contrappunto il sofferto minimalismo
di gesti e psicologie, il pathos raffreddato ma percepibile, vivo. E’
esattamente in questo scarto tra eccesso (della forma) e pudore (del
racconto), che si nasconde il cuore del film. FOCUS: 2000à2009: I(MP)ERI
SENZA TEMPO - I 10 film più belli / importanti / significativi
/ del decennio 2000/2009 secondo la redazione. Una classifica di quelle
inutili, perché come si dice: “non indicano nulla”, se non forse
un vagheggiare sull’amore (che non è passione bensì malattia, ormai lo
sappiamo) che è il Cinema.
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