


STORIE DI FANTASMI GIAPPONESI
– 4° E ULTIMA PARTE
ANTOLOGIA (NIPPO) FANTASMAGORICA
A cura di Pierre Hombrebueno
Terminiamo dunque il
nostro focus sui Fantasmi Giapponesi con un’antologia autoriale che
racchiude l’essenza di ciò che offre questo vasto panorama.
Una specie di guida, con i nomi più importanti che hanno (rin)toccato questa
cultura fantasmagorica e sfuggente.
Purtroppo mancano senz’altro degl’autori (tanti), più per
reperibilità che per mancanza d’attenzione o valore, ma che sicuramente
recupereremo in un futuro prossimo, quando i fantasmi giapponesi torneranno a
colpirci (e affondarci) in un mare di sangue, acqua, incubo, e magia.
IKEDA TOSHIHARU –
Cinema violentissimo, surreale, materico e fisico. Ikeda disturba il Cinema
giapponese con la trilogia di Evil Dead
Trap, di cui ha diretto il primo e il terzo episodio. Tanto, tantissimo
sangue mainstream, con omaggi diretti a maestri quali Luis Bunuel e Michael
Powell.
KURADA YOSHIYUKI –
Yoshiyuki Kurada sa di classico. Ed è ricoperto di classico. Infatti parte
direttamente dalla cultura kabuki, dalla teatralizzazione folcloristica delle
proprie radici e miti culturali. Almeno 2 i cult imperdibili: Yokai Daisenso (rifatto recentemente da Takashi Miike) e Tokaido abaketo chu, veri trionfi visivi
di creature che abbiamo imparato ad amare anche nei manga (i kappa, e i vari
spiriti), come una sfavillante parata in costume che tocca vertici di fantasia
che il Cinema europeo e americano raggiungerà solo molto più tardi.
KUROSAWA KIYOSHI –
Orrore dei sensi, che si esula dai topoi più stereotipati della new-wave pur
facendone parte. Il suo è un Cinema di stratificazioni, come il magnifico Kyua (Cure), che parte dal thriller
metafisico per poi precipitare in un labirinto gelido e silenzioso.
MASAYUKI OCHIAI – Con
Masayuki Ochiai la new-wave raggiunge uno dei suoi massimi deliri psichedelici,
prova che in giappone l’eccentrismo trova una delle sue strade più
battute (vedere Takashi Miike, per esempio). Masayuki, dopo essersi riscaldato
con la trasposizione di Parasite Eve,
scatena un vero delirio oniricizzante con Hypnosis,
irrazionale trip mentale che trasuda una vera anarchia sensitiva ad ogni
visione.
MIIKE TAKASHI – Un
autore di cui abbiamo già avuto occasione di parlare diverse volte, questo
grandissimo e profilico Takashi Miike, il cui Cinema viaggia costantemente (in
modo esplicito o implicito) tra fantasmi, trip psichedelici, e deliri. Tra i
suoi ultimi lavori, sue sono 2 tra le opere più interessanti del genere: Yokai Daisenso, remake del cult di
Yoshiyuki Kuroda, e l’episodio tratto da Three Extremes, girato insieme al koreano Park Chan Wook e al
hongkongese Fruit Chan.
MIYAZAKI HAYAO – Non
esistono solo fantasmi cattivi. Né questa cultura ha trovato sbocco solamente
nel genere horror. Miyazaki, riconosciuto il più grande maestro
dell’animazione giapponese, ci immerge nel mondo degli spiriti nipponici
in un viaggio senza ritorno verso il sogno e l’infanzia, tra colori e
folclore che raggiungono un pathos e una poesia sfavillante. In particolare,
parlando di fantasmi giapponesi, ricordiamo La
città incantata, una vera parata antologica del mito giapponese.
NAKAGAWA NOBUO – Tra i
grandi del Cinema giapponese classico, si fanno spesso i nomi di Akira
Kurosawa, Yasujiro Ozu, e Kenji Mizoguchi. Ma ad entrare di diritto in questa
cerchia elitaria è anche sicuramente Nobuo Nakagawa, un autore purtroppo meno
noto in occidente per i generi in cui si è tuffato, all’epoca ritenuti
meno nobili e meritevoli d’attenzione. Ma il Cinema horror deve veramente
moltissimo ad un autore come Nakagawa, che nel corso della sua brillantissima
carriera c’ha regalati opere impeccabili e capolavori di primo ordine.
Tra gl’imprescindibili, Tokaido
Yotsuya Kaidan e Jigoku. C’è
chi definisce Nakagawa come un mix ideologico tra Lucio Fulci e Roger Corman.
NAKATA HIDEO – Padre
della new-wave d’horror nipponica, Nakata raggiunge il successo (locale e
non) con Ringu, lanciando sui palchi
mondiali la figura che sarebbe diventata il vero stereotipo della voga: Una
ragazza dai capelli neri lunghissimi che massacra tramite gl’oggetti
post-moderni del nuovo secolo.
Ma della sua filmografia preferiamo di gran lunga Dark Water, un diluvio esistenziale-orrorifico che raggiunge una
carica di umanità rara per opere di questo genere.
OSHII MAMORU – I
fantasmi post-moderni incontrano il mondo di Philip K.Dick. I replicanti
diventano delle figure ectoplasmiche esistenzialiste nel nuovo mondo
cibernetico e digitale/digitalizzato.
Insieme a Hayao Miyazaki e Isao Takahata, Mamoru Oshii è uno dei più celebri
anime-directors in occidente. La sua opera più famosa è ormai emblema: Ghost in a shell, l’incontro
ideale della meta-fisicità del proprio (non) essere.
SHIMUZU TAKASHI – Il
più celebre new-wavista insieme a Hideo Nakata. Autore del ciclo di Ju-On, la storia (o meglio, le storie)
di vendetta causata dal rancore prima (e dopo) la morte. Chiamato
immediatamente da Hollywood per girarne il remake in salsa Sarah Michelle
Gellar, la sua opera migliore rimane comunque Marebito, un trip Lynchiano che esplora gl’angoli più
visionari della paura.
TSUKAMOTO SHINYA – Uno
dei pochi che pur appartenendo alla nuova ondata post-ringu, non ne ha subito
alcun cliché o modo di fare. Tsukamoto ha infatti, sempre e comunque mantenuto
il suo rigore autoriale. Il suo Cinema ha tutta la parvena di essere il nuovo
cancro artistico della società post-moderna. L'ossessione, la monotonia e la
repressione delle proprie pulsioni si trasfigurano nel blu virato di A snake of June.
FINE 4° E ULTIMA PARTE
(18/01/06)