STORIE DI FANTASMI GIAPPONESI - 3° PARTE
FANTASMI DI CARNE

A cura di Elvezio Sciallis

Fino a questo punto della nostra breve carrellata su un certo cinema orientale, abbiamo parlato di vari tipi di fantasmi, da quelli veri e propri, immateriali e vendicativi, ad altri generi, fatti di metallo o di mito. Impossibile quindi non affrontare ora il tema della carne pura e semplice, già intravista e torturata in alte occasioni (la trilogia di Evil Dead Trap, per esempio) ma mai così esposta e dissezionata come nella serie di video che andremo a presentare.

Per poter cominciare a parlare di Guinea Pig (Za Ginipiggu) bisogna fare un lungo salto indietro e guardare le cose da un punto di vista storico. Prima di cominciare appuntatevi questi tre nomi perché è proprio grazie a loro (gente che personalmente non c’entra per nulla con i Guinea Pig) che questa serie prese il volo e subì una decisa impennata nelle vendite. I nomi sono: Tsutomo Miyazaki, Charlie Sheen e Chas Balun. Segnati? Bene, ci torneremo più avanti.

Corre il 1985 e Satoru Ogura, scrittore e produttore di dubbia fama, decide di filmare il peggio del peggio, qualcosa che possa rappresentare un vero e proprio shock grafico, il sogno definitivo di qualsiasi amante dello splatter e della violenza estrema. Scrive così in tutta fretta The Devil’s Experiment e chiede a Hideshi Hino, disegnatore e scrittore di manga dalla dubbia notorietà, di aiutarlo con un secondo soggetto, Flower of Flesh and Blood. L’idea è quella di girarli assieme per risparmiare sui costi, sfruttando il piccolo budget a disposizione per replicare la resa grafica povera e scarna tipica degli snuff movie.

The Devil’s Experiment può essere visione ardua per persone dallo stomaco debole, specie di sesso femminile: un gruppo di ragazzi rapisce una giovane pulzella e la tortura a morte. Non ci vuole certo uno Shakespeare a scrivere qualcosa del genere, il video stupisce comunque lo spettatore meno esperto per la buona resa dei trucchi, lo stile documentaristico e l’efficacia della protagonista. Si vocifera di centinaia di volontarie al casting per avere la parte della moritura, il che dovrebbe dirla lunga sul supposto sesso debole... Tocco di genio: spesso nel video appare il counter parziale del numero di calci, ceffoni, pugni e altre delizie che vengono rifilate alla povera ragazza.

Flower of Flesh and Blood segna una grande svolta per quanto concerne la sceneggiatura: un tizio assurdo vestito da samurai tortura a morte una povera vittima facendoci capire di averlo già fatto (si vedono precedenti “trofei”) e di essere ben disposto verso future repliche (occhieggia e spia la prossima preda). Decisamente degli scrittori sotto sforzo per riuscire a sfornare due idee così diverse fra loro.

Manco a dirlo i film fanno il botto. Flower staziona per mesi nella TOP TEN dei video più venduti, sbaragliando i vari blockbusters di turno. Le forti vendite segnano anche un cambio ai vertici della produzione: esce la Orange Video House ed entra la Japan Home Video che spinge sì per dei seguiti ma pretende un minore tasso di verosimiglianza, spaventata dalla nomea snuff che i due film si sono subito guadagnati. Ecco che nel tardo 1986 esce He Never Dies!, allucinata e scanzonata “commediuola” che mischia gore, surreale e angoscia esistenzialista in un calderone a base di un normale impiegatuccio nipponico che scopre di non poter morire e prende quindi a massacrarsi in ogni modo possibile in un implacabile crescendo di follia.

Passano due anni e Hideshi Hino torna alla serie con lo spettacolare Mermaid in a Manhole, il titolo che personalmente preferisco fra gli altri. Un pittore trova una sirena malata nella fogna e la porta a casa piazzandosela nella vasca. Lì la sfortunata novella Ariel continua a imputridire fino alla morte, donando al pittore i propri liquami da usare come colori per le prossime tele. Struggente, lirico e melanconico, Mermaid schiaccia sul pedale del gore evitando al contempo le classiche trappole della parodia e del sorriso, giocando la carta vincente dell’impotenza nei confronti della morte annunciata.
“My body is full of puss in seven colours” dice lei e, credetemi, sono frasi d’amore...

Inutile dirlo, TOP TEN delle vendite assicurata per qualche altro mese. Sempre nel 1988 esce The Android of Notre Dame, strano guazzabuglio fra gore e sci-fi con un mad scientist per giunta nano che conduce crudeli esperimenti per trovare una possibile cura alla malattia della sorella. Il nano maligno si accanisce con particolare ferocia sulla testa vivente di un suo finanziatore, ma il tutto sconfina troppo spesso nella parodia e nell’esplicitamente ridicolo per reggere il confronto con Mermaid.

La serie chiude sui toni già annunciati da Android con l’uscita, nel 1990 di Devil Woman Doctor che ci illustra sui pericoli dell’affidarsi al primo dottore che capita, un assurdo travestito che mutila e uccide i suoi pazienti invece di curarli. Risate, assenza di verosimiglianza, gore cartoonistico e crudeltà ridotta ai minimi termini chiudono in toni minori una grande serie.

Completano il tutto due documentari e uno speciale: The making of Guinea Pig, uscito nel 1986 per cavalcare l’onda del successo dei primi due video, The making of Devil Woman Doctor nel 1990 e Slaughter Special nel 1991, sorta di the best che raccoglie le migliori scene dei vari capitoli.

Questo è quanto per quel che concerne i film veri e propri. Altro conto è il fenomeno Guinea Pig in senso più esteso e qui, come promesso, andiamo a ripescare quei tre loschi figuri che avevamo nominato qualche capoverso fa.

Nel 1988 il ventisettenne Tsutomo Miyazaki comincia una serie di efferati (si dice sempre così nei tiggì, no?) omicidi che culmineranno un anno dopo e gli meriteranno il titolo di The Vampire Killer: 4 ragazzine fra i 4 e i 7 anni uccise replicando alcune scene della sua sterminata collezione di video e fumetti. I poliziotti trovano più di 6000 videocassette a casa del folle e un omicidio dei quattro replica alcuni momenti di Flower of Flesh and Blood. Apriti cielo. Moralisti scatenati in branchi, pronti a colpire gli aspetti più estremi della società dello spettacolo e una delle prede preferite diventa subito Guinea Pig. Poco importa che Tsutomo, dopo attento esame, viene reputato immaturo, incapace di comprendere la differenza fra il bene e il male, addirittura insicuro sui veri confini fra vita e morte. Poco importa che la società giapponese metabolizzò ben presto il tutto identificando il vero colpevole in se stessa: il sasso era stato lanciato e, insieme a una grande notorietà, Guinea Pig “subì” anche la svolta che la portò a essere una serie meno estrema, meno realistica.

Il salto da Tsuotomo a Charlie Sheen è davvero breve, specie quando si discute di intelligenza e capacità di analisi critica del reale. Verso il 1991 Guinea Pig raggiunge una discreta diffusione negli Stati Uniti e uno dei primi a possedere copie dei vari video è l’immortale Chas Balun, guru del gore e dello splatter, critico cinematografico che ha alle spalle diversi libri e una marea di recensioni. Chas riceve un giorno una richiesta da parte di uno dei collaboratori della sua rivista Deep Red: potrebbe il maestro fargli una compilation su vhs con i momenti più gore della storia del cinema? Detto Fatto e bang! La scena di apertura è proprio tratta da Flower of Flesh and Blood. Grande successo al party del collaboratore e la vhs comincia ad avere vita propria, girando in lungo e in largo per la California, fino ad arrivare fra le mani di Charlie Sheen.

L’attore. Guardatevi la sua filmografia, lo rappresenta degnamente. Charlie vede la scena e non si pone nemmeno il dubbio, da attore smaliziato, della veridicità o meno del tutto. In poco tempo monta un circo mediatico di vaste proporzioni: contatta la MPAA (Motion Picture Association of America) e fonda un movimento per la messa al bando di questi film. Viene coinvolto anche l’FBI e ben presto si scopre che le scene sono l’ottimo lavoro di alcuni effettisti speciali ma ormai la stampa ha sentito l’odore del sangue, segnando brutti anni per la diffusione di Guinea Pig in USA. E dire che sarebbe bastato leggere il numero speciale di Deep Red nel quale Chas Balun spiegava l’artificio e difendeva la serie dalle ire di Sheen e compagnia...

Gli Stati Uniti non sono gli unici a cascare nella trappola: nel 1992 la Svezia dovette ricorrere al parere di un coroner e di altri esperti per decidere se continuare o meno un’indagine su Guinea Pig e in Gran Bretagna Christopher Berthoud finì nei guai in seguito a una ispezione doganale che scoprì una videocassetta con Flower of Flesh and Blood. In questo caso regna l’assurdo: il giovane venne arrestato per detenzione di video snuff, durante il processo un gruppo di esperti giudicò il filmato come un falso snuff ma il giudice dichiarò ugualmente colpevole il giovane, limitandosi ad assegnargli una multa di 600 sterline invece della prigione.

Queste disavventure possono far comprendere il clima di isteria che si respira ovunque nel mondo e le difficoltà nelle quali può incappare un qualsiasi progetto “artistico”, per quanto violento ed estremo esso sia.

Ora, finalmente lontana dal furore e dall’indignazione, la serie conosce una discreta diffusione attraverso cataloghi di ordine postale o via internet ed esistono buone versioni in dvd di tutti i capitoli, fra le quali ottima quella per il mercato americano della Unearthed Films. Esiste anche una edizione limitata in 3000 copie, cofanetto con 8 dvd della Devil Pictures, ciliegine sulla torta il poster e la maglietta.

Difficile reperire dati dettagliati sui vari video, proprio per la volontà, da parte della produzione, di farli sembrare snuff movie anonimi e misteriosi. Abbiamo comunque parlato di:

The Guinea Pig

Devil’s Experiment 1985 "Akumano Jikken" aka "Unabridged Agony"
Giappone, colore, 43 minuti
Prodotto da Satoru Ogura

Flower of Flesh and Blood 1985 "Chiniku No Hana" aka “Slow Death: The Dismemberment”
Giappone, colore, 42 minuti
Cast: Kirara Yugao
Regia di Hideshi Hino
Scritto da Hideshi Hino
Prodotto da Satoru Ogura
Effetti speciali Nobuaki Koga

He Never Dies 1986 "Senritsu! Shinanai Otoko"
Giappone, colore, 39 minuti
Cast Shinsuke Araki, Eve , Masahiro Satô

Regia di Masayuki Hisamoto
Prodotto da Satoru Ogura

Mermaid In A Manhole 1988 "Manhoru No Naka No Ningyo"
Giappone, colore, 63 minuti
Cast Shigeru Saiki, Mari Somei, Masami Hisamoto, Tsuyoshi Toshishige
Regia di Hideshi Hino

Android Of Notre Dame 1988 "Notorudamo no Andoroido"
Giappone, colore, 51 minuti
Cast Toshihiko Hino, Mio Takaki, Tochirô Taguchi
Regia di Kazuhito Kuramoto

Devil Woman Doctor 1990 "Peter No Akuma No Joi-San"
Giappone, colore, 52 minuti
Cast Eve, Masami Hisamoto, Nezumi Imamura, Masahiro Satô, Naoto Takenaka

Making of Guinea Pig 1986 "Mekingu Obu Za Ginipiggu"

Making of Devil Woman Doctor 1990 "Bangaihen: Akumano Joi-san Meikingu"

Slaughter Special 1991 "Zansatsu Supeshiyaru"

FINE 3° PARTE

(15/01/06)

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