


CRIMINAL
CAST: John C. Reilly, Diego
Luna, Maggie Gyllenhaal
SCENEGGIATURA: Gregory Jacobs
e Sam Lowry (aka di Steven Soderbergh)
basato su “Nueve reinas”
di Fabian Bielinsky
A cura di Alessandro Tavola
CI STANNO
FREGANDO?
La premiata ditta Soderbergh-Clooney colpisce ancora,
qui in veste di produttori, e il domandarsi se il loro modo di fare faccia bene
o male al Cinema si fa sempre più legittimo, infatti
furono loro a regalarci alcune perline indipendenti come Confessioni di una
mente pericolosa in contemporanea a porcate giocattolo dominatrici dei box
office come Ocean’s 12, e Criminal può
benissimo rappresentare un ibrido tra i due.
Prima di tutto c’è da dire che in partenza Criminal tende totalmente
verso l’inutilità essendo solo un remake, fatto che andrebbe anche bene,
se solo la pellicola di partenza in questione, un film argentino intitolato
Nove regine, non fosse praticamente nuovo; difatti
risale al 2000.
La storia di base è semplice e di potenziale: due truffatori, uno giovanissimo
e l’altro abbastanza attempato, uno per necessità e uno per mestiere,
imbastiscono un accordo di ventiquattro ore che dovrebbe portare quattrini a
entrambi, in un evolversi di situazioni simpatico e abbastanza coinvolgente. Ma
tutto ciò appartiene all’originale, e chi l’ha già visto, amandolo
o odiandolo, non troverà in Criminal nessuna aggiunta
positiva di nessun tipo, ma anzi una gran perdita di atmosfera e, ovviamente,
una totale mancanza di originalità, quindi meglio che i fortunati spettatori
del sud-america stiano a casa, a rivederlo magari.
Sorvolando ciò e dedicandosi puramente alla sola visione del film c’è da
rimanere abbastanza soddisfatti: l’intero svolgimento della vicenda ha
ritmo veloce ed immediato, col suo susseguirsi di siparietti comici e non,
sempre ammiccanti allo spettatore, dal simpatico cinismo ben calibrato, così
come i personaggi, affascinanti nella loro elegante natura criminale, immersi
nel loro ormai classico contesto losangelino.
87 minuti di entertainment perfettamente a cavallo tra
il classico e il trendy.
La regia è dell’esordiente Gregory Jacobs, da sempre primo assistente di Steven
Soderbergh, e ciò si nota totalmente, sia nel bene
sia nel male, tanto quasi da poter pensare che sia stato proprio Soderbergh a dirigere, o meglio che il regista sia un
piccolo clone del proprio mentore. Ritroviamo infatti
lo stile pseudo amatoriale abbinato a protagonisti
fuorilegge belli incravattati, tra atmosfere trendy e cool ma allo stesso
tempo riecheggianti i classici polizieschi anni ’70 e ’80
cinematografici e televisivi, con una Los Angeles pienamente estiva ed assolata
(che ha sempre il suo sacrosanto sapore); un quasi totale “made in Soderbergh” dai
toni più semplici e, giustamente, meno orgogliosi, e tutto ciò che viene da
dire è che Jacobs deve aver preso proprio bene gli
appunti in tutti questi anni, e questo esordio in ogni caso pieno di passione
supera di gran lunga l’ultima prova del suo maestro, Ocean’s
12 strapiena di fancazzismo.
Criminal ristagna quindi per alcune caratteristiche nel principale filone del
cinema americano di oggi, quello delirante di
onnipotenza che sforna remake di qualsiasi cosa decente abbastanza extrastatunitense
o abbastanza d’epoca passi per le mani di qualche produttore infame che
solitamente ne fa cagate colossali da dare in pasto all’ignoranza del
pubblico. Tuttavia Criminal è anche un film indipendente, col suo piccolo
budget e la sua piccola distribuzione, e ha un suo particolare brillare di pura
passione da parte di un regista evidentemente innamorato del proprio esordire e
da parte di un cast pienamente in forma e tutt’altro
che anonimo, dove ritroviamo volti come Diego Luna,
reduce dal deludente Nicotina, e Maggie Gyllenhaal,
che continua a farsi strada tra le attrici di Hollywood. Ma
il piacere più grande rimane vedere finalmente in un ruolo quasi totalmente
protagonista, dopo una carriera da comprimario, John
C. Reilly, qui sui suoi più classici toni, e il
vederlo così al centro potrà essere gioia per alcuni, ma anche piacevole
sorpresa per quelli che lo apostroferanno con “Ma lui è quello
di…”.
(06/03/05)