


THE CLAN
REGIA: Christian De Sica
CAST: Christian De Sica, Paolo Conticini,
Sebastian Torkia
SCENEGGIATURA: Christian De Sica, Fausto Brizzi, Marco Martani
A cura di Alessandro Tavola
LA PASSIONE DI CHRISTIAN, IL VERO DE SICA SHOW
C’era da aspettarselo che entrambe le fazioni, quella del pubblico
ignorante che si tuffa a pesce nelle caserecce commedie natalizie, e quella dei
cinefili più con la puzza sotto il naso che snobbano a priori il De Sica odierno, avrebbero decretato
l’insuccesso di The Clan.
Chi ci vedeva l’ennesima cagata nostrana, chi ci vedeva roba troppo seria
per il semplice fatto che si parlasse di musica, chi entrambi. E in effetti si tratta di un film ambivalente, commedia e
musical, ma che, andando oltre i paraocchi che in troppi indossano, riesce su
entrambi i versanti.
The Clan è prima di tutto un atto d’amore, amore
verso il musical e la musica dei tempi d’oro, quelli di Sinatra, Dean Martin
e Sammy Davis Jr., che i
protagonisti arrivano ad emulare a Las Vegas dopo essere partiti per gli USA
rincorrendo il più classico sogno americano, quello fatto di raduni di
motociclette, cinema e musica.
Traspare da ogni singola scena tutta la passione di De Sica, verso la commedia
qui nella sua più classica tipicità nostrana mai volgare ma sempre burlona,
forte di un cast dove l’unico anello debole è il comprimario Conticini (forte di un doppiaggio osceno); e soprattutto
verso la musica, presente in larghissima parte per tutto il film, dove De Sica
raggiunge il suo massimo di cantante e show man, panni nei quali sarebbe bello
vederlo più spesso. Nei diversi numeri musicali pienamente riusciti, ricalcanti
e omaggianti il Clan originale, riecheggia il sapore dei tempi andati, su una
colonna sonora che senza dubbio piacerebbe a gente come Martin Scorsese.
Un plauso anche al De Sica regista, qui all’ennesima prova, che dimostra
di saperci abbastanza fare nel dare pieno ritmo a quella che è sì un piccolo
film, semplice ma non banale, farsesco ma ricco di devozione, per la musica,
per il cinema; una filia pura al meglio rappresentata
e quasi emblematica nella scena in cui la ragazzetta rimorchiata di turno si
addormenta mentre lui felice balla e canta sulle note del suo amato Frank.
Nonostante il suo usuale svendersi Christina De Sica qui ridimostra di essere
uomo di cinema quasi completo, con un film perfettamente equilibrato e ben
riuscito, semplice per pretese ma indice di una forte passione pienamente
sincera e soprattutto capace, il che è ciò che conta per essere Cinema, altro
che i manuali d’amore prepasquali e la mischia
di film nostrani che troppo spesso oltre all’avere “Amore” o
“Cuore” nel titolo non riescono ad andare...
(22/03/05)