BORN TO FIGHT

REGIA: Panna Ritthikrai
SCENEGGIATURA: Thanapat Taweesuk, Panna Ritthikrai
CAST: Dan Choopong, Noppol Komarachun, Santisuk Phromsiri


A cura di Alessandro Tavola

FAR EAST FILM FESTIVAL 05’ REPORT: ACTION!

C’è chi non li definisce neanche facenti parte del Cinema, ma gli action vi hanno sempre svolto un ruolo importante, economico ed artistico, e certi titoli hanno addirittura rappresentato le apoteosi di uno dei più importanti fattori cinematografici: l’estremizzazione estetica dell’elemento visivo violento. Immagini e film dove la colonna portante non fossero ne i dialoghi ne la musica ma lo stile (registico, recitativo, atletico) e tutto si basava sulla costruzione di immagini e movimenti, coreografando, costruendo danze, dove l’importante fosse la forza visiva delle mosse di arti marziali e non.
Come nei musical ogni scusa era buona per cantare e ballare, qui basta un banale pretesto per menare le mani, il bel pestarsi di santa ragione, spettacolarmente. Se ciò nei ’70 per tutto il mondo splendeva insieme alla filosofia nei kung fu e nei wuxia per arrivare alla quasi assenza di oggi, nei sottomercati orientali tutto ciò è rimasto, e soprattutto in Tailandia è ancora oggi attivissimo. Film come Ong Bak e questo Born to fight rappresentano ormai esempi praticamente unici di distribuzione di film di questo genere.
La storia è da film porno, striminzita e ridotto all’osso, poco più di una scusante dove alcuni terroristi dotati di missile nucleare prendono il comando di un villaggio per la liberazione del loro boss ma vi ci trovano un folto gruppo di atleti come antagonisti. Ma non è questo che conta, ma il fatto che la pellicola riesce a diventare fin da subito un delirio visivo grandioso. Si parte con inseguimenti ed esplosioni conditi da stupende azioni acrobatiche, mentre è una volta giunti al villaggio che troviamo l’apoteosi: un accumularsi spropositato di minuti fatti di sole vignette action gustosamente variopinte dall’uso degli sport (dal calcio, alle sbarre, alla pallavolo) alle armi, in buffi botta e risposta di bombe a mano, toccando vari generi di arti marziali e anche le più grezze espressioni di lotta, tutto sempre arricchito dall’utilizzo di inquadrature funzionali e azzeccate.
Completamente assurdo e spettacolare, descriverlo troppo sarebbe solamente elencare scena per scena un tripudio che merita di essere visto, e sapere che ogni cosa è stata fatta senza il solito abuso di effetti speciali a cui siamo abituati rende il tutto uno spettacolo grandioso e completo. Menzione speciale per i tre punti clou: un letale calcio di rigore a un cecchino, i calci volanti di un ragazzo mutilato e un replay tanto inutile quanto motivato, considerando l’ottica economicamente limitata dei realizzatori.
Puro gustoso intrattenimento, piacevole e liberatorio, che forse per le ambientazioni riesce a ricordare Hot shots.
E se magari le recitazioni nelle scene non d’azione risultano impacciate e goffe, riuscendo a far ridere ma non emozionare diversamente, consideriamole parte complementare dell’assoluta leggerezza di questo film.

(27/05/05)

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