Cristo 


2005/2006: FINE DI UNA STAGIONE
A cura della Redazione
Una
cosa, chiara e limpida, pare dirci il nostro resoconto di questa
(fine)stagione: la crisi del Cinema Americano/Hollywoodiano. E basta
confrontare la top 3 dell’anno scorso con quella di questa
edizione. Nel 2004/2005, in primissima posizione il classicissimo per
eccellenza: Clint Eastwood,
più presenze svariate di autori come Shyamalan, Michael Mann, o Michel Gondry. In questa, invece, guardacaso
l’americano riuscito ad inserirsi nella top 3 è tra gl’autori
hollywoodiani di stampo più europeo: parliamo di Woody
Allen e del suo Match
Point. L’altra faccia è Spike
Lee, invece tra i più controversi del panorama a
stelle e strisce. Insomma, l’abbiamo (tutti) predetto da
tempo: Il Cinema Americano barcolla, barcolla come non mai, tantochè persino una personalità così estremamente buonista come Steven Spielberg pare indicarlo in Munich, un’opera più
meta-cinematografica di quanto si creda.
Comunque, non tutto il male viene per nuocere.
E’ ancora una volta il trionfo del Cinema Asiatico, sempre più in via di affermazione (ma chi diavolo aveva ancora dei dubbi?), in
primis quello coreano, che sbandieriamo nella nostra top sotto le incredibili
intensità di 2 autori coi controcazzi come Park Chan Wook e Kim
Ki Duk. Il
primo, con l’ultimo capitolo della sua trilogia sulla vendetta già (intra)vista alla Mostra di Venezia 05’, il secondo,
con un altro sublime (capo)lavoro da quelle atmosfere personalissime e
plasmate dalla mente e dal cuore.
Il Cinema dell’ultima stagione è alla riscoperta di quei paesi in via di
ribalta, un decentramento dal potere hollywoodiano per volgere lo sguardo verso
culture quasi radicalmente opposte al regime delle stelle e delle strisce:
ovviamente il rafforzamento del Cinema Europeo che continua a mantenere una
propria identità autoriale, dai classicissimi
francesi Chabrol o Garrel,
sfiorando il neo-melò di Almodovar o le provocazioni danesi di Vinterberg.
Il Cinema Italiano? Presenzia il ritorno dei noir/b’s con un maestro degno del nome che porta: parliamo
di Michele Soavi e del suo Arrivederci
amore, ciao, dotato di un’intensità incredibile e capace di
risucchiarci verso quei lidi e quelle esperienze audio-visive che credevamo
fossero ormai sepolte nella memoria (altroché Placido e la sua finta copia Romanzo Criminale). Il ritorno dei film
di genere quindi, ed in fondo lo stesso Inside
Man di Spike Lee o la
vera sorpresa di fine stagione, La Casa
del diavolo di Rob Zombie, non fanno
che (ri)condurci verso quei lidi già pre-visitati sotto i fantasmi di personalità come Lumet o il primo Hooper, come a
dirci che il positivismo non si smentisce mai: siamo dei fottuti
malinconici. Malinconici sia dello stampo classico che del modernismo, sia del Clooney che con Goodnight & goodluck dirige con l’estrema eleganza della Hollywood anni 50’, sia dello Star Wars –
La vendetta dei Sith,
guardacaso il completamento di un sogno iniziato ben trent’anni fa.
E ancora: David Cronenberg
(che ha ricevuto un trattamento particolare dalla redazione, proprio come per
un tassello necessitato dalla filmografia di un maestro, ma dato per acquisito
senza troppa esaltazione sostanzialmente superflua), Marco Bellocchio,
Hayao Miyazaki, Kim Jee-Woon, Tsai
Ming Liang, Tommy Lee Jones,
Terrence Malick.
Decentramento totale. Quindi, perdita di una
direzione. Ora, più che mai, siamo incapaci di predire dove e come andrà avanti
il Cinema, perché mai come oggi, 2006, il passato sta incontrando il futuro, il
classico sta abbracciando il post-moderno, creando qualcosa di variegato come
un puzzle. Ma anche questo, in fondo, si sentiva in aria da
tempo. Come dire: prevedibilità dell’imprevedibilità. In questa
confusione audio-visiva (ma poi: è ancora solamente
“audio-visiva?”), noi continueremo ad osservare e ad interrogarci,
a giudicare, e perché no, a rimangiarci le parole; la stagione è finita e una
nuova è alle porte, è ancora Cinema et affini, e
forse, invece di chiedersi se nel 2016 guarderemo più i film dal telefonino o
dallo schermo (come fa una certa rivista nota di cui
abbiamo già discusso in altre sedi), sarebbe meglio soffermarci tra le immagini
concrete che ancora pulsano nel nostro sangue,parliamo ovviamente dei film e
della gioia incontemplabile della cinematografia.
TOP 3:
1) Lady vendetta di
Park Chan Wook
2) L’Arco di Kim Ki Duk
3) Match Point di Woody Allen
PIERRE HOMBREBUENO
01) Il gusto dell'anguria – Tsai Ming Liang
02) L'arco – Kim Ki Duk
03) Three times – Hou Hsiao Hsien
04) Brokeback mountain – Ang
Lee
05) King Kong – Peter
Jackson
06) Volver – Pedro Almodovar
07) Star Wars 3: La vendetta dei Sith
– George Lucas
08) Il Caimano – Nanni Moretti
09) Lady vendetta – Park Chan Wook
10) Les amants reguliers – Philippe Garrel
LUCA LOMBARDINI
01) Lady vendetta – Park Chan Wook
02) Match point – Woody
Allen
03) Le tre sepolture – Tommy Lee Jones
04) La casa del diavolo – Rob Zombie
05) Inside Man – Spike Lee
06) The new world – Terrence Malick
07) Arrivederci, amore ciao – Michele Soavi
08) Il regista di matrimoni – Marco Bellocchio
09) History of violence
– David Cronenberg
10) Transamerica – Duncan
Tucker
SANDRO LOZZI
01) A bittersweet life - Kim
Jee-Woon
02) Match point - Woody Allen
03) Dear Wendy - Thomas Vinterberg
04) Elizabethtown - Cameron
Crowe
05) L'ignoto spazio profondo - Werner Herzog
06) Walk the line, Quando l'amore brucia l'anima - James Mangold
07) Good night & good luck - George Clooney
08) Triple agent - Eric Rohmer
09) La terra dei morti viventi - George A. Romero
10) L'arco - Kim Ki-Duk
GIUSEPPE MARIANI
01) The new world - Terrence Malick
02) 13 - Tzamei - Gela Babluani
03) Battaglia nel cielo – Carlos Reygadas
04) La damigella d’onore – Claude Chabrol
05) Vers le sud – Laurent
Cantet
06) Lady vendetta - Park Chan-wook
07) Oliver Twist – Roman
Polanski
08) Inside Man – Spike Lee
09) Truman Capote “A sangue freddo” - Bennett Miller
10) Regista di matrimoni – Marco Bellocchio
DAVIDE TICCHI
01) Il castello errante di Howl – Hayao Miyazaki
02) L'arco – Kim Ki Duk
03) La casa del diavolo – Rob Zombie
04) Le mele di Adamo – Anders Thomas Jensen
05) Napoleon Dinamite – Jared
Hess
06) Tutti i battiti del mio cuore – Jacques Audiard
07) Due volte lei – Dominick Moll
08) Incontri d'amore – Arnaud & Jean-Marie Larrieu
09) L'ignoto spazio profondo – Werner Herzog
10) Craj, Domani – Davide Marengo
(31/07/06)