


BEYOND OUR KEN
REGIA: Pang Ho Cheung
CAST: Gillian Chung, Tao Hong, Daniel Wu
SCENEGGIATURA: Pang Ho Cheung, Wong Wing Sze
A cura di Andrea Magagnato
FAR EAST FILM FESTIVAL 05’
REPORT: “Amami ancora.. fallo dolcemente..”
E’ Pang Ho-cheung la
vera star del FEFF 7.
E’ quasi ovazione quando lo si vede salire sul
palco con i suoi occhiali scuri e t-shirt sportiva a dondolarsi accanto alla rocker e amica Gianna Nannini.
Con quell’aria da eterno adolescente paffutello
ci racconta la bizzarra storia produttiva del film, nato per puro caso in un
negozio di dischi romano un anno fa, quando il regista rimase folgorato da una
canzone: Amandoti, cantata dalla Nannini ma scritta
dai CCCP.
Pang torna per la terza volta ad Udine, con ben due
film, e sembra davvero in piena forma. L’appena trentunenne regista di
Hong Kong si propone stavolta con un raffinato e affascinante dramma
sentimentale, Beyond our Ken, abbandonando per una volta
l’humor amaro delle commedie nere precedenti.
Ching (una stupenda Gilian Chung) soffre ancora per essere stata piantata da Ken (lo stesso Daniel Wu di One Nite in Mongkok)
che oltre al danno le infligge la beffa inserendo le loro foto più intime nel
Web e facendole così perdere il lavoro. Ching
cercherà la complicità dell’attuale compagna di Ken,
Shirley (Tao Hong), per intrufolarsi nella casa di lui, aggirare la vecchia nonna con cui il ragazzo
vive, e cancellare una volta per tutte le foto dal computer. Per convincere Shirley, Ching si servirà di argomenti assai convincenti che dimostreranno quanto Ken risulti un bastardo.
Il rapporto tra le due ragazze pian piano raggiunge una complicità che si
avvicina all’amicizia fino alla svolta finale, una doppia svolta anzi,
che chiuderà la vicenda con un’amara ma divertita sentenza: “tutti gli uomini sono bastardi…ma tutte le donne sono
delle streghe”.
Il linguaggio scelto da Pang è ora frizzante,
esuberante, giovanile, ora più maturo e attento a cogliere con una elegante
intimità i pensieri delle due protagoniste.
Si serve molto spesso della camera a mano sia per ricreare l’instabilità
emotiva caratteristica delle due personalità sia per
rendere quella fresca atmosfera pop che riveste certe sequenze. Anche la musica in questo senso compie un lavoro
straordinario, spazia dal pop alla musica classica creando molte volte un
piacevole contrappunto con le immagini.
D’obbligo la sequenza che ritaglia la disperazione di Ching
appena scaricata, dove i tanti frammenti sono tenuti insieme dalla voce di
Gianna Nannini sulle note di Amandoti.
Le protagoniste si comportano splendidamente e dimostrano che l’avvenenza
fisica è solo una delle loro qualità. Passano con disarmante facilità e credibilità dal riso al pianto disegnando da un lato
l’immagine di due adolescenti ferite, dall’altro il ritratto di due
donne e amanti incazzate, perciò più che mai disposte
a ricorrere ad ogni mezzo pur di ottenere una qualsiasi forma di subdola ma
rinfrancante di vendetta.
(08/05/05)