


A WORLD WITHOUT THIEVES
REGIA: Feng Xiaogang
CAST: Andy Lau, Renè Liu, Ge
Yu
SCENEGGIATURA: Feng Xiaogang,
Lin Lisheng
A cura di Andrea
Magagnato
FAR EAST FILM FESTIVAL 05’ REPORT: LADRI SI, MA COL
CUORE
A world without thieves è il film che ha
aperto la 7° edizione del FEFF.
Una scelta azzeccata quella di affidare al blockbuster cinese la responsabilità di aprire le danze
considerando la tradizionale massa di persone che intasa il teatro la
serata inaugurale.
Molta gente, magari del posto, che si reca al cinema solo per
quella sera, solo per la prima serata, un po’ più per l’euforia
generale dell’apertura che per un reale interessamento al cinema
orientale.
Da qui, forse, la scelta di affidarsi ad un prodotto
commerciale di sicuro impatto, che si rivela subito frizzante e intelligente
allo stesso tempo.
La superproduzione cinese vanta un cast di star allargato (da Cina, Hong Kong e
Taiwan), una storia non banale e un bel impatto sia
dal punto di vista tecnico che visivo tanto da affermarsi, insieme ai
connazionali La foresta dei pugnali volanti e Kung Fu
Hustle, come uno dei campioni d’incassi al
botteghino cinese dello scorso inverno.
La Cina degl’ultimi anni sembra essersi buttata
a capofitto nella realizzazione di prodotti commerciali in stile hollywoodiano,
grandi produzioni che mirano a sostituire nella classifica di incassi le pellicole
americane rivali.
Certo che se i lavori definitivi si aggirano attorno allo standard di A world without thieves i risultati futuri non potranno essere che
positivi. Dal punto di vista dei contenuti, infatti, il film di Feng Xiaogang sembra essere ben
più brillante di quelle che potevano essere le aspettative,
figlio di una sensibilità quasi religiosa ricca di connotazioni profonde ed
emozionanti tanto da soddisfare anche il pubblico “intellettuale”.
La storia è quella di due giovani ladri compagni di vita e mestiere che dopo
l’ennesimo colpo inizieranno un lungo viaggio in
treno per attraversare la Cina continentale. All’interno di questo treno avrà inizio una rocambolesca e coinvolgente avventura con un
ingenuo pittore di templi buddisti da salvaguardare, la polizia da aggirare e
un altro gruppo di ladri, sta volta senza scrupoli, da fronteggiare. Un microcosmo in movimento, un’intera società rinchiusa in
pochi vagoni con i buoni e i rispettivi antagonisti, con sentimenti e principi
in gioco.
Il tutto non sfocia mai in un sciocco sentimentalismo
o in un vortice di mero intrattenimento.
Momenti d’azione s’intervallano a momenti di umorismo
verbale, purtroppo sminuito dalla necessità di dover leggere dei sottotitoli. Il tutto sempre supportato da un montaggio vivace e da una colonna
sonora raffinata, geniale nel tramutare uno scontro fisico in balletto di
danza classica.
(08/05/05)