LE AVVENTURE ACQUATICHE DI STEVE ZISSOU 

REGIA: Wes Anderson
CAST: Bill Murray, Owen Wilson, Cate Blanchett
SCENEGGIATURA: Wes Anderson, Noah Baumbach


A cura di Andrea Magagnato

ALLA RICERCA DEL SENSO.. ANCHE SE UN SENSO NON CE L’HA…

Almeno in Italia, allegoricamente parlando il film non poteva azzeccare uscita migliore.
Giusto giusto sotto Pasqua, quando uova giganti di cioccolato fanno bella esposizione sugli scaffali di pasticcerie e supermercati, tutte premurosamente avvolte in larghe carte luccicanti tra crepitii e cromature shock.
Tutti, da bambini, non aspettavamo altro che poterle scartare e magari trovarci al suo interno quel bel giocattolone tanto grande quanto la rivestitura di cioccolato lasciava intendere. Ed invece dovevamo accontentarci del solito portachiavi di plastica
Wes anderson è un maestro a confezionare questo ovone di Pasqua e per farlo non bada certo a risparmiare carta, anzi ci accontenta con quella più sfavillante in commercio. Sa anche accontentare contemporaneamente gli amanti del fondente e quelli del cioccolato al latte.
Ma, si sa, dopo un po’ tutta questa cioccolata finisce per nauseare.
Anderson fa parte di quella schiera di registi contemporanei per i quali imporre un proprio stile diventa quasi più importante di quella sottile “metafisica che sta dietro alla tecnica” (come diceva qualcuno). Dico “quasi” perché c’è chi, e penso a Jeunet, questa forte impronta di fabbrica se la porta dietro cercando di riempirla con qualcosa di un po’ più consistente e magari applicandosi, con successo a volte o fallendo in altre, su generi diversi.
E’ bene mettere subito in chiaro che di risate proprio non se ne parla (già il trailer è stato più che fuorviante presentandoci il film come una vivace commedia “alternativa”). Si ride pochissimo e timidamente, si sbadiglia molto più volentieri.
Anderson fa solo un leggero passo di lato rispetto ai Tenenbaum, passa dall’umorismo nero ad uno più (s)mielato con un risultato francamente mediocre. Lo spettatore viene assalito da veri e propri attacchi di noia, pesante noia, che non può certo essere debellata a suon di panoramiche a schiaffo o fluidi piani sequenza. Tecnicismi, colori iperreali, infantili giochetti di grafica 3d, scenografie teatrali (in certi momenti quasi alla Dogville!), musiche azzeccatissime, Anderson che cerca in tutti i modi di distinguersi: evita i controcampi ora con schiaffi ora con i totali (anche se non se ne comprende bene il motivo).
Insomma: sulla carta la noia sembra essere l’ultimo dei nostri problemi. Eppure
La storia si sviluppa in capitoli e narra le gesta della sgangherata troupe Zissou, dal nome del leader e regista (Bill Murray), che si avventura in mare aperto, tra pirati e ammutinamenti, tra figli ritrovati e giornaliste incinte, alla ricerca di uno squalo giaguaro e con una carriera in declino da riscattare.
Non c’è che dire, le premesse per un gran bel film spensierato, frizzante e senza troppi intellettualismi ci sono tutte…ma la presunzione di Anderson è grande come la sua voglia di farcire il tutto di una morale che si intravede solo in superficie e, complici dei dialoghi soporiferi, butta tutto all’aria compreso l’ottimo cast. In primis la simpatia e la professionalità di un Bill Murray ormai ritrovato (anche se doppiato non benissimo) che finisce per essere quel misero portachiavi di plastica costretto a sguazzare nel vuoto del grande ovone di cioccolato.

(07/03/05)

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