

L’ASTRONAVE ATOMICA DEL DOTT. QUATERMASS
REGIA: Val Guest
CAST: Brian Donlevy, Lionel
Jeffries, Jack Warner
SCENEGGIATURA: Nigel Kneale,
Richard Landau, Val Guest
A cura di Davide Ticchi
IL NUOVO MONDO DI QUATERMASS
Mentre mostri alieni atterravano sulla terra, assumendo le sembianze delle
paure “terrestri” più care agli esseri umani – basti pensare
a “Gli invasori spaziali” di William Cameron
Menzies - il dott. Quatermass
elaborava una nuova teoria su cosa animasse lo spazio,
e preparava una spedizione che potesse chiarirgli le idee in tal senso. Se era
solita arrivare dallo spazio però, un entità semi-vivente
dall’intelligenza superiore a quella umana, nel mondo di Quatermass quello che si verifica è l’esatto
contrario, perché la terra ha Quatermass! La figura
di questi era nata in un serial televisivo inglese edito dalla BBC, dove i
produttori colsero il potenziale di quest’immagine
d’avanguardia, perché innovatrice di un genere modaiolo quale era
diventato quello fantascientifico. Il dott. Quatermass
– nome peraltro doppiato in italiano con un improbabile “QuItermass” – era la prima magniloquente figura
di quello che avrebbe assunto poi, con un regista quale il primo Cronenberg, le sembianze dello scienziato creativo,
imperscrutabile, e fondamentalmente pazzo. Questo personaggio
“tipo”, inizialmente necessariamente contraddistinto da un
carattere infallibile nel risolvere i problemi da lui causati, troverà più
avanti, col subentrare dell’era tecnologica, maggiore difficoltà nel
risolvere i problemi suoi e dell’umanità, preferendo altresì il suicidio.
Altro innovativo e in seguito sfruttatissimo topos introdotto dal film di Guest, è quello
riguardante il trasporto del “male”, sentimento materializzato che
da ora in poi avrà sembianze umane, e sarà contratto nello spazio per far si
che venga conosciuto anche sulla terra in tutta la sua distruttività, basti
pensare ad “Alien” di Ridley Scott. L’astronave atomica del dott. Quatermass ha quindi il grande
merito di aver saputo intromettere nuovi campi semantici “umani”
nella fantascienza anni ’50, e anche se questi non vengono introdotti per
immagini nel film di Guest, si possono lo stesso facilmente intuire con le
conseguenze che hanno provocato.
Una missione non autorizzata parte per lo spazio con un
astronave sotto il comando a terra del dottor Quatermass,
quando al ritorno questa precipita nella campagna londinese. La polizia con il
dottore subito si occupa di estrarre l’unico corpo vivo dei tre
astronauti partiti per la missione, si tratta di un uomo che anche sotto
immediate cure non trova la parola, ma solo una reazione violenta a ciò che ha
vissuto. Infatti l’uomo scappa
dall’ospedale, e mentre il suo corpo subisce una rapida mutazione verso
qualcosa di indefinito, semina morte e distruzione per le vie di Londra.
Inquietante rappresentazione filmica di ciò di cui l’uomo può essere
causa dopo aver subito un irrimediabile trauma psicologico e fisico, con in
corso una mutazione che lo porta a risvoltare la propria carne come un guanto,
proprio come il suo senso di umanità. Ponendo quesiti di rilevante importanza,
che pongono la ricerca scientifica come la placenta di un nuovo mondo forse invivibile, lo spazio come causa di male e la terra come
luogo di manifestazione, Guest realizza un opera tra
le più minacciose degli anni ‘50, con la sola introduzione di un nuovo
sguardo narrativo. Padre ideatore della carne che inizia una propria autonoma
crescita e fecondazione, Val Guest ha modo di
inserire nel suo film scorci di un cinema visionario e allucinato che dà di che
temere tramite polpi viscidi e distruttori, uomini emarginati dal corpo in mostruosa
mutazione, e scienziati pazzi che trovano la loro serenità, nella ricerca di un
nuovo mondo malato da inventare.
Tre seguiti: “Il vampiro dello spazio” (1957),
“L’astronave degli esseri perduti” (1967) e “Quatermass Conclusion: La terra
esplode” (1979).
(27/05/05)