ARAHAN

REGIA: Ryu Seung-wan
SCENEGGIATURA: Ryu Seung-wan, Eun Ji-hui
CAST: Ryoo Seung-beom, Ahn Sung-ki, Yoon So-yi
ANNO: 2004


A cura di Alessandro Tavola

FAR EAST FILM FESTIVAL 05’ REPORT: “KAME HAME AH”? MAGARI…

Arahan è sostanzialmente ciò che anche da noi verrebbe definita come una porcata commerciale. Non tanto per la caratterizzazione generale attaccata ad infiniti clichè, cinematografici e non, e banali trovate già ben collaudate ma per come essa viene messa in scena, in maniera estremamente stupida e infantile.
Troviamo tutti gli elementi più tipici dei fumetti, da quelli manga, quindi ben radicati nella tradizione asiatica (con cose come il tornare del numero 7, poteri intrinseci, nirvana da raggiungere…), a quelli USA come le ambientazioni urbane e pop dei più classici Marvel, ma siamo anni luce dallo Spider-man di Raimi e il confronto con Dragonball sembrerebbe un’eresia.
Il nostro protagonista è uno sfigato sbirro di quartiere che scopre di essere legato ad una famiglia di antichi guerrieri e toccherà a lui apprendere l’arte del combattimento e sconfiggere il cattivo di turno mentre noi seguiremo la sua crescita spirituale… Allenamenti, dubbi, difficoltà e problemi amorosi si susseguono nell’ormai più classico e prevedibile dei modi e se tutto ciò fosse semplicemente un pretesto per fare un po’ di sana action di eroi e arti marziali sarebbe anche andata bene, ma qui ci si ritrova tra qualche mossa non troppo spettacolare e quattro effetti speciali di bassa lega piazzati lì, nonostante le diverse citazioni da film ormai mitici dell’action orientale. Regia etichettabile semplicemente come “commerciale”, ci si risolleva nel combattimento finale, ma anche lì siamo ben lontani da un qualcosa di bello o di sano intrattenimento, e quindi Arahan finisce dritto dritto tra i film inutili anche per un bambino, mentre aspettiamo l’uscita di Kung Fu Hustle.

(12/06/05)

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